Transizione energetica, inaugurato al GSE il coordinamento tra le cooperative della filiera

Gamberini: diamo visibilità al nostro modello e contribuiamo a un nuovo modo di consumare energia.

“Vogliamo costruire un coordinamento che abbia in sé i modelli distintivi della cooperazione, ma che promuova collaborazione con tutti i soggetti coinvolti nella transizione energetica e nella diffusione di comunità energetiche rinnovabili (CER)”. Il presidente di Legacoop Simone Gamberini ha aperto così, giovedì 27 febbraio a Roma, nell’auditorium del Gestore dei servizi energetici (GSE), l’evento che ha dato vita al coordinamento tra cooperative produttrici e distributrici di energia voluto dall’associazione e realizzato con la collaborazione del Gestore. Il percorso avviato metterà insieme i referenti delle articolazioni territoriali Legacoop per l’energia e le CER, le imprese cooperative che producono e vendono energia, le imprese che installano impianti, i grandi consumatori di energia – le aziende cosiddette energivore – e le CER cooperative. 

L’obiettivo del coordinamento, i cui lavori saranno accompagnati dal supporto del Gestore, è quello di dare visibilità alle attività delle imprese cooperative nel campo dell’energia, aiutare le cooperative ad autoprodurre e autoconsumare energia rinnovabile, ideare nuovi strumenti cooperativi per ridurre i consumi e risparmiare, dialogare con le comunità. “Noi come mondo cooperativo dobbiamo far emergere la nostra specificità, anche nel campo dell’energia”, ha rimarcato Gamberini. Come Legacoop “abbiamo scelto di promuovere con forza le CER cooperative perché siamo convinti che il nostro sia il modello che si sposa meglio con queste configurazioni, i nostri valori favoriscono l’innovazione di questo e di altri strumenti della transizione energetica”. “La nostra idea è quella di creare un mercato cooperativo dell’energia, simile a quello che esiste in altri Paesi, come l’Argentina, in cui è la cooperazione a gestire gran parte dei servizi energetici”. Può sembrare un sogno, ha osservato il presidente di Legacoop, “ma senza dubbio portare l’energia verso un modello più equo è una necessità comune”.

Grazie all’impegno del GSE, la cui sede è infatti stata scelta per celebrare l’avvio del coordinamento energetico cooperativo, Legacoop negli ultimi anni ha portato avanti un percorso proficuo per supportare la transizione energetica delle cooperative e contribuire a questo disegno a livello nazionale. Con il GSE “abbiamo studiato e valutato le opportunità dell’efficienza energetica, del risparmio, delle garanzie d’origine, dei PPA – power purchase agreement, accordo di fornitura di energia elettrica rinnovabile – dell’energy release, delle fonti rinnovabili, abbiamo individuato le diverse criticità per settori come l’agricoltura, la pesca, gli hard to abate – ovvero i settori chiave che hanno più difficoltà a ridurre le emissioni -, fino ad arrivare ai nuovi modelli di produzione e consumo previsti dal TIAD (testo integrato di ARERA sull’autoconsumo diffuso). Tutto questo senza dimenticare la transizione 5.0 e l’innovazione”, ha ricordato Gamberini, che ha concluso: “Abbiamo apprezzato la modalità con cui il GSE ha deciso di spendersi in questa collaborazione”, dialogare con le imprese “è una parte della missione del Gestore, che ci sembra sia stata interpretata nella maniera migliore”. 

Il presidente del Gestore Paolo Arrigoni, che ha partecipato all’evento, ha commentato: “Abbiamo scelto di supportare il mondo delle cooperative nella decarbonizzazione per promuovere le CER, per formare le aziende e per generare un effetto moltiplicatore: Legacoop ha tante imprese, questa partnership ci consente dunque di arrivare capillarmente sui territori e diffondere le rinnovabili promuovendo le buone pratiche”.

L’accordo triennale tra Legacoop e il Gestore, sottoscritto il 17 maggio 2024, ha ricordato Giorgio Nanni – responsabile Ambiente ed Energia di Legacoop e promotore della partnership e della costituzione del coordinamento cooperativo dell’energia – ha lo scopo di supportare le imprese cooperative italiane nell’attuazione della transizione energetica, attraverso un maggiore utilizzo delle fonti rinnovabili, la promozione di configurazioni di autoconsumo per la condivisione dell’energia rinnovabile e l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare e degli asset produttivi e dei propri processi. GSE e Legacoop saranno impegnate nell’elaborazione di analisi settoriali e indicatori di sostenibilità e nell’implementazione di progetti sperimentali per lo sviluppo di soluzioni tecnologiche ad alto profilo scientifico. “Il lavoro fin qui svolto ci ha permesso di elaborare una bozza di statuto tipo delle CER, di individuare i vari modelli di CER a seconda della tipologia di soci/membri di una cooperativa, di utilizzare gli strumenti del GSE per promuovere la transizione energetica delle nostre imprese, di migliorare il flusso comunicativo tra GSE e la percezione del lavoro svolto del GSE da parte delle nostre associate”. Risultati molto importanti, secondo Nanni, frutto di una proficua collaborazione destinata a durare nel tempo. “A oggi”, ha ricordato, “come Legacoop abbiamo istituito 37 CER e sono nate anche 4 cooperative che danno supporto alle CER e producono e vendono energia”. 

“Non c’è bisogno che vi dica quanto sia importante l’energia per il mondo di oggi”, ha commentato nel suo intervento il direttore di Legacoop Gianluigi Granero, “le rivoluzioni energetiche hanno determinato i grandi cambiamenti della storia. Parlare di energia”, per Granero, “significa parlare anche di tutto questo. Grazie a questo coordinamento, potremo lavorare in maniera orizzontale su tutte le filiere dell’energia. Legacoop vuole costruire percorsi di ascolto su questo tema e poter rappresentare al meglio il modello della cooperazione energetica sui tavoli istituzionali. In questi anni”, ha ricordato il direttore, “anche il nostro fondo mutualistico Coopfond ha lavorato in questa direzione e ha costruito sempre più le sue iniziative sul concetto di sostenibilità. Con il progetto Respira, in collaborazione con Banca Etica ed Ecomill, Legacoop e Coopfond promuovono ormai da due anni la nascita di comunità energetiche cooperative, e stiamo lavorando affinché l’iniziativa sia dedicata anche a vigilare sul consolidamento di queste realtà”. Oggi Legacoop sta studiando la costituzione di un veicolo finanziario che consenta di rafforzare le CER “aggirando” i vincoli di legge: le normative in vigore, ha spiegato Granero, non riconoscono il ruolo dei Fondi mutualistici come soggetti coinvolti nella filiera delle comunità energetiche, perché vengono considerati come grandi imprese, ad oggi escluse da ogni forma di incentivo. “Questo ostacolo va superato”, ha affermato il direttore, secondo il quale il coordinamento per l’energia tra le cooperative di Legacoop servirà proprio come forum per individuare le problematiche esistenti ed affrontarle, elaborare nuove idee per la promozione della transizione energetica, censire tutte le realtà del settore che orbitano nell’area di competenza di Legacoop, andare incontro ai loro bisogni e metterle in relazione con tutti gli altri soggetti coinvolti a livello nazionale. 

All’evento ha partecipato anche il direttore dell’area rinnovabili del GSE Luca Barberis, che ha commentato: “Oggi il protagonista della fase di trasformazione energetica è il consumatore, che deve implementare un percorso di decarbonizzazione e trasformare il proprio consumo in un consumo sostenibile. Il modello cooperativo ci può insegnare come la relazione tra produzione e consumo può essere sempre maggiore: se generatori e consumatori stanno insieme, possono essere più resilienti e aiutarsi reciprocamente. L’extra remunerazione degli uni e l’extra perdita degli altri – fenomeni che si sono verificati ciclicamente negli anni – sono insostenibili. Per ottenere un circolo virtuoso servono connessioni e rete, ma soprattutto progettualità solide, che Legacoop può garantire, per questo siamo molto contenti di questa partnership”.

All’evento hanno partecipato, parlando delle proprie esperienze, Paolo Barbieri, presidente di Legacoop Estense e di CPL Concordia, storica cooperativa energetica di gestione delle reti che sta investendo molto sull’idrogeno; Davide Gavanelli, amministratore delegato di Bryo SPA, Energy service Company (ESco) che realizza soluzioni innovative per generare energia elettrica da fonti rinnovabili e, tra le altre iniziative, ha realizzato un progetto innovativo di fotovoltaico galleggiante in acque interne; Mauro Guarini, vicepresidente di Part-Energy, la cooperativa benefit che in Friuli-Venezia Giulia promuove la nascita di CER. Tre realtà associate a Legacoop che si sono fatte promotrici del coordinamento energetico cooperativo.

Condividi su:
Leggi altri articoli correlati